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Gas refrigeranti verso l’abbandono, dannosi per il clima

Gas refrigeranti verso l’abbandono, dannosi per il clima

Gli HFC (Idrofluorocarburi) sono i gas refrigeranti tra i più diffusi sul mercato.

Essi hanno sostituito i passati Clorofluorocarburi (CFC) e gli Idroclorofluorocarburi (HCFC) dannosi per l’ozono.

Anch’essi però non risultano essere perfettamente eco-compatibili: l’aumento significativo delle emissioni in atmosfera di tali gas, contribuisce all’aumento dell’effetto serra e, per questo motivo si sta avviando un percorso verso la loro graduale eliminazione.

L’Unione Europea, già da qualche anno, ha adottato una politica severa di riduzione dell’uso degli HFC e la legislazione risulta in linea con gli obiettivi delineati nell’emendamento di Kigali al Protocollo di Montreal.

Il Ministero dell’Ambiente ha siglato un accordo di collaborazione tecnica con ISPRA per definire lo stato dell’arte in Italia in merito alle alternative non clima-alteranti agli HFC.

I principali settori indagati sono la refrigerazione, la climatizzazione, le schiume, l’aerosol e i sistemi fissi diprotezione antincendio, individuando per ognuno di essi gli HFC maggiormente impiegati, le sostanze e/o le tecnologie alternative, i possibili punti di forza, la criticità del settore e le prospettive future.

Attualmente, le alternative disponibili nel lungo periodo, in grado di rispettare i vincoli più stringenti in termini di alterazione sono i refrigeranti di tipo naturale: anidride carbonica, idrocarburi e ammoniaca, così come i gas refrigeranti fluorurati di IV generazione (HFO), ma per esigenze e criticità diverse, essi non sono adatti per tutti i settori.

A differenza degli HFC, il passaggio a queste alternative comporta nuove criticità legate a tossicità, infiammabilità, corrosività, alte pressioni di lavoro e perdite in termini di efficienza energetica.

IL SETTORE DELLA REFRIGERAZIONE

Il settore della refrigerazione è stato il primo a mettere in atto le misure necessarie per adeguarsi al Regolamento F-Gas, in quanto maggiore utilizzatore di due refrigeranti ad elevato potere climalterante.

Per quanto riguarda la refrigerazione domestica è già migrata ai refrigeranti naturali.

I frigoriferi domestici, da tempo utilizzano l’isobutano come fluido frigorigeno mentre nel campo della refrigerazione commerciale, le alternative possibili dipendono dalla taglia e dal tipo di sistema.

Il condizionamento a quanto pare, non sembra ancora essere pronto a passare a refrigeranti alternativi diversi dagli HFC ed anche mantenere in vita le attuali produzioni sta diventando sempre più difficile, proprio a causa della drastica diminuzione della disponibilità degli HFC e dell’aumento del loro costo.

Gli altri settori sopracitati (schiume, aerosol e sistemi fissi di protezione antincendio, sono pronti a passare alle alternative (refrigeranti naturali, HFO o gas chimici), alcune delle quali già utilizzate.

Nonostante l’Italia non sia produttrice di sostanze refrigeranti, notevole è l’impegno delle nostre imprese nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie e componenti nei settori che fanno uso degli HFC.

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