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Gas refrigeranti: quali utilizzare per non inquinare

Gas refrigeranti: quali utilizzare per non inquinare

Nell’ultimo periodo, l’utilizzo di gas refrigeranti negli impianti industriali è una questione davvero molto delicata.

Ma facciamo maggiore chiarezza: cosa sta accadendo esattamente?

Iniziamo dalla definizione di gas refrigeranti HFC, o meglio conosciuti come F-GAS, ovvero degli idrocarburi alogenati contenenti cloro, fluoro o bromo.

Questi gas sono dotati di un forte effetto di impoverimento dell’ozono e perciò di un importante impatto sull’effetto serra.

Per questa ragione, il loro utilizzo è strettamente regolato dall’Unione Europea, la quale sta progressivamente limitando il suo utilizzo sia su nuovi impianti sia su impianti già esistenti.

Infatti, le limitazioni imposte a livello politico, hanno fatto lievitare i costi di tale materiale che, nel 2017 hanno visto un incremento esorbitante.

Pensate che, solo nel mese di aprile dell’anno scorso, i prezzi dei gas refrigeranti HFC sono un bene sempre meno a disposizione mentre invece la domanda di mercato rimane alta.

 

Diversi tra i principali fornitori hanno annunciato che rinunceranno alla distribuzione di tale prodotto sul mercato europeo.

Ma come si può fare allora per evitare il rischio fermare gli impianti e quello di far lievitare i costi della manutenzione periodica?

La transazione da prootti ad elevato GWP a prodotti con un minore impatto ambientale non è solo possibile ma anche necessaria.

Infatti vi sono già in commercio diversi prodotti sostitutivi del R404A, con GWP ridotto.

Il più utilizzato è il refrigerante sintetico HFO-1234 yf, nato dalla collaborazione di due colossi dell’industria: Honeywell e Dupont.

Essendo infatti un prodotto sintetico, non si rishcia l’esaurimento delle scorte, inoltre è a basso GWP, con un livello di emissioni nocive quasi pari a zero.

E’ caratterizzato da un alto grado di efficienza e può essere utilizzato in sistemi progettati per funzionare con R404A, modificando minimamente l’impianto pre-esistente.

Vi sono poi elementi naturali che si prestano in modo eccellente alla refrigerazione industriale, tra questi possiamo citare:

  • AMMONIACA:  dotata di eccellenti proprietà termodinamiche e utilizzata negli impianti di refrigerazione industriale. L’ammoniaca ha però degli alti livelli di tossicità e una moderata infiammabilità, per questo motivo il suo utilizzo richiede particolari precauzioni ed una precisa messa in sicurezza dell’impianto evitando rischi di fughe ed esplosioni.
  • IDROCARBURI: sono gas naturali per eccellenza con un bassissimo livello di GWP e buone capacità termodinamiche.
  • ANIDRIDE CARBONICA: viene utilizzata sia per la produzione di pompe di calore sia per i refrigeranti industriali, grazie alle sue ottime proprietà termodinamiche che restituiscono un’efficienza elevata a temperature sia basse che alte.

Crediamo quindi che la scomparsa del gas refrigerante R404A non comporterà grossi disagi per l’industria e che al contrario, l’adattamento degli impianti per l’utilizzo dei materiali alternativi a basso GWP sia la scelta più saggia sia in termini economici sia in ottica di eco-sostenibilità.

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